| LA
CARTA UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO
E
LA COSTITUZIONE ITALIANA
I
poteri politici, religiosi e la società in generale, si sono
sempre scagliati contro le MINORANZE RELIGIOSE, considerandole
ingiustamente ed erroneamente come la piaga di molti problemi
sociali. Ma oggi, più che mai, per quanto alcuni retrogradi e
conservatori dell’oscurantismo si possano dispiacere,
l’intolleranza verso tali MINORANZE rappresenta un atto contrario
al
CONSIGLIO
D’EUROPA SUI DIRITTI UMANI,
ALLA
CARTA UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO
E
ALLE LEGGI DEI PAESI CIVILIZZATI
Questo tipo di discriminazione è un vero e
proprio crimine che alimenta l’odio, il razzismo e la violenza,
come già hanno dovuto subire migliaia di persone in tutto il
mondo, colpevoli solo di avere una fede differente: derisione,
minacce, violenze fisiche e psicologiche, allontanamento dai propri
figli, perdita del lavoro, ecc..
Il Parlamento Europeo di Strasburgo si è
chiaramente espresso in materia con l'emanazione ufficiale di una
diffida all'uso della parola "SETTA", come
atto discriminatorio e, quindi, anticostituzionale, poiché in
contrasto con il diritto alla libertà di scelta religiosa.
Alle autorità statali si consiglia altresì di
evitare di fare la differenziazione tra sette e religioni. Inoltre,
secondo l'Articolo 9 dell'ECHR, dello stesso rapporto, agli stati
viene proibito distinguere tra diversi credi e creare una scala di
credi …
(Rapporto
1999 del Consiglio d'Europa in materia di sette - Relazione del
Comitato per gli Affari Legali e i Diritti Umani. Rapporto a cura di
Adrian Nastase, 13 Aprile 1999. Il 22 Giugno dello stesso anno il
presente documento è stata adottato all'unanimità dal
Consiglio d'Europa.
http://xenu.com-it.net/txt/europa4.htm)
Invece, la Carta Universale dei Diritti
dell’Uomo è un documento creato dall’Assemblea
Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre del 1948.
I
trenta articoli di cui si compone sanciscono i diritti individuali,
civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona.
Una
Carta che promuove e garantisce il rispetto, la dignità
e la libertà di ogni essere umano, con lo sforzo di far
conoscere tali diritti attraverso l’educazione e l’insegnamento.
Ciò, per portare altresì alla buona convivenza alla
pace e alla fratellanza tra i popoli.
Gli articoli della Carta Universale dei Diritti
dell’Uomo che maggiormente ci interessano sono il numero 18 e
il 19.
Art.
18
“Ogni
individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e
di religione. Tale diritto include la libertà di cambiare di
religione o di credo, e la libertà di manifestare isolatamente
o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o
il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e
nell'osservanza dei riti”.
Art.
19
“Ogni
individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione
incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e
quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee
attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.
Naturalmente, tutte le Costituzioni dei
Paesi civilizzati condannano ogni tipo di intolleranza, dando la
possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero e la
propria religione.
Qui
sono riportati alcuni riferimenti della Costituzione Italiana:
Art.
3
“Tutti
i cittadini hanno pari dignità e sono uguali davanti alla
legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione,
di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’
compito della Repubblica rimuovere ogni ostacolo di ordine economico
o sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza
dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione
politica, economica e sociale del Paese”.
Art.
21
“Tutti
hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in
qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di
esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si
tratti di riti contrari al buon costume”.
Art.
28
“I
funzionari e i dipendenti dello Stato e degli Enti pubblici, sono
direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e
amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti.
In
tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e
agli Enti pubblici”.
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